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“Vampiri e sangue: con lo spirito giusto si può parlare di donazione anche a partire da questo simbolo che la nostra cultura considera solo legato all’ horror. Invece non è affatto così, scopriamo insieme perché!”

Cari amici, buon venerdì!

Come sempre parliamo di donazione, ma anche questa volta in perfetto stile RFBS: ovvero partendo da un argomento poco usuale, ma che ci darà l’occasione di riflettere su questa pratica e sulla sua importanza (senza annoiarci!).
Lo spunto di oggi è un po’ horror e fa parte del nostro immaginario collettivo, parlo dei vampiri!

Il vampiro è uno di quei miti che attraversano tutta la cultura occidentale da tempo immemorabile, in grado di far riflettere su grandi temi quali la vita e la morte, il bene e il male.
Al vampiro si pensa spesso quando si parla di sangue e donazione, questo accade perché il sangue è paradossalmente, anche se si parla di un non-vivo, un simbolo di vita: Dracula bevendolo può sopravvivere, addirittura prendere forza e ringiovanire e ciò ricorda, anche se in negativo, lo stesso rapporto che ha l’uomo con questa sostanza.

Qualche cenno storico sulla creazione di questo mito: nel 1819 John Polidori pubblica Il Vampiro e nel 1897 Bram Stoker, Dracula. Questi due libri sono importanti perché delineano la figura del vampiro come lo conosciamo. Il Conte Dracula è un personaggio che, pur negativo, sa anche essere molto affascinante, motivo per cui vi consiglio la lettura di questa opera, ma io vorrei porre l’accento su un particolare diverso.
Forse qualcuno si stupirà di sapere che nel libro di Stoker, si cerca di salvare la protagonista femminile, Lucy, attraverso la trasfusione di sangue, che può essere effettuata proprio grazie alla disponibilità e alla generosità degli amici:

– “Che cosa posso fare? La mia vita è sua, e per lei darei il mio sangue fino all’ultima goccia.

– “…è molto malata. Ha bisogno di sangue […]. John e io ci siamo consultati e stiamo per fare una cosa che si chiama trasfusione di sangue – trasferire da vene piene di uno a vene vuote che spasimano di avere sangue.

Se Dracula pratica una trasfusione, nel senso stretto del termine, succhiando il sangue, c’è anche chi succhia il sangue per portare la vita, come succede nel brano che sopra ho citato.
Il tema è ambivalente, come avrete notato, ma nonostante Dracula sia un personaggio negativo e ambiguo e che associato al sangue ne dà un senso oscuro (o forse PROPRIO per questo), sono state diverse, negli anni, le iniziative che si sono avvalse di questa figura per promuovere la donazione di sangue. Direi che è un ottimo esempio di come si possa scardinare qualcosa di tenebroso e usarlo per proposte benefiche, nuove e divertenti. La stessa Avis ha usato questo non usuale testimonial facendo di non vivente un canto alla vita!

Il personaggio del Conte Dracula, quale il vampiro più conosciuto, ha riscosso molto fascino e successo nel tempo, facendo da spunto per molti film, musical e libri. Ma con il vampiro si “gioca” anche, come dimostrano alcune proposte cinematografiche e non, che vogliono andare oltre gli orrori che esso sa evocare.

Sto pensando, per esempio, al famoso trio comico di Aldo, Giovanni e Giacomo (ricordo che Aldo e Giovanni, praticamente ancora sconosciuti, si era esibiti a Lendinara nel 1992) che con I Corti a teatro hanno portato un divertente sketch proprio su Dracula, successivamente inserito anche nel loro primo film di grande successo 3 uomini e una gamba.
Penso al Conte Dracula morto e contento di Mel Brooks, del 1995, che si caratterizza proprio come una parodia dell’opera di Stoker, del quale vi ho sopra citato. Oppure, tornando indietro nel tempo al 1985, si può ricordare Fracchia contro Dracula di Neri Parenti, sempre tracicominamente tratto dallo stesso libro.
Anche il comico Giorgio Bracardi si era divertito interpretando il famoso vampiro, con la sua personale parodia, impersonando il Conte Bracula.
Con questa veloce sequenza di nomi abbiamo solo voluto dimostrare che anche un personaggio dell’horror può dare vita a tanta comicità!

Amici, anche questa volta abbiamo cercato di farvi riflettere sulla donazione in modo allegro e spensierato, demonizzando questa pratica.

Speriamo di essere riusciti a dimostrarvi che ogni cosa, anche la più negativa, può diventare positiva con il giusto approccio: questo è lo spirito che vogliamo trasmettervi noi di Riso Fa Buon Sangue.

A presto!

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