Associazione Amici del Cabaret
P.IVA 01302210297
via P. Nenni, 2/A - 45026 Lendinara (RO) - Privacy

Intervista al direttore artistico di Riso Fa Buon Sangue: Enrico Cibotto

07 Gen

 

“Chi si nasconde dietro Riso Fa Buon Sangue? Scopriamolo insieme!”

Il primo articolo dell’anno non poteva che essere dedicato all’anima di Riso Fa Buon Sangue, Enrico Cibotto. Per far conoscere meglio a voi lettori questa importante figura e il suo prezioso contributo alla crescita dell’ associazione, lo abbiamo intervistato.


DOMANDA: Ciao Enrico, tralasciando la storia della nascita di questa associazione, che è un argomento che merita di essere affrontato a sé, tu ricopri la figura di direttore artistico, quindi dirigi…
RISPOSTA: Ciao Sofia. Mi dispiace, ma ti devo subito fermare perché onestamente, a volte, ho l’ironica impressione che sia il contrario: ovvero che RFBS diriga me!

D: Quindi ricopri questo ruolo offrendo tutto te stesso?
R: Sì, in termini di lavoro, esperienza e dedizione offro tutto me stesso. Mi identifico totalmente in RFBS –che si tratti dei suoi successi o insuccessi, che possono sempre capitare per quanto una persona ci metta il proprio impegno- e nella sua filosofia, sorriso=donazione. Diversamente da quel che si può credere, essere il direttore artistico è un vero proprio lavoro, perché il mio intero anno è dedicato all’associazione, non solo i mesi estivi, fatti di serate e spettacoli che sono il risultato di un costante impegno. Io immagino e comincio a pensare al Tour dell’anno che verrà verso metà agosto, indicativamente prima della consueta serata finale, che per esempio l’anno scorso era a Rosolina Mare (Ro). Tante altre persone collaborano e mi aiutano, ma il lavoro è sempre tanto e mi piace organizzarmi per tempo…

D: Ma, nello specifico, quali sono le tue mansioni e le questioni di cui ti occupi?
R: Partendo dal presupposto che non organizzo spettacoli comici fini a sé stessi, la maggior parte del mio lavoro consiste nel far conoscere la filosofia e le idee su cui si basa RFBS. Gli spettacoli, ma nemmeno la stessa associazione, esisterebbero senza la fiducia di Avis Veneto e delle altre Avis nella bontà del nostro format. Metto molto impegno nel curare i rapporti con le diverse Avis perché ognuna di loro è diversa, vive in un contesto suo e per questo va valorizzata nella sua unicità. Organizzo gli spettacoli dal punto di vista logistico, le trasferte dello staff di Riso e salgo sul palco per presentare la serata. E’ un momento bello e gratificante di per sé, ma non è altro che la parte più “visibile” di un impegno più grande e più duro. In più, cerco di mantenere un rapporto personale e costante con tutto il pubblico; in questo senso è importante anche la pagina Facebook di Riso Fa Buon Sangue curata dagli altri collaboratori dell’associazione.

D: Prima di uno spettacolo Riso Fa Buon Sangue, sei più emozionato, preoccupato o nervoso?
R: Nervoso perché mi piacciono le cose ben riuscite. E’ vero che è una vita che faccio spettacoli, ma proprio in base a questa lunga esperienza so che può accadere di tutto. Per esempio durante il Tour Estivo 2014, nella data di Massanzago (31 luglio 2014) abbiamo avuto un black out durante lo spettacolo. Niente di grave e che si è risolto dopo pochi istanti– alla fine ne abbiamo anche riso sopra- ma nel momento ci ha spiazzati perché né io, né altri, potevamo prevederlo. Ho fiducia nello staff Riso, nei comici e nei vari ospiti –come c’è sempre la totale collaborazione delle Avis e dei comuni che ci ospitano- ma sono anche consapevole che non si può aver occhi ovunque, che tutto può succedere e che su alcune questioni, come quelle metereologiche, non ho potere.

D: Alla conclusione di uno spettacolo Riso Fa Buon Sangue -quando il palco si svuota, le luci si spengono,  l’ultima nota della sigla finale tace e il pubblico si appresta a tornare a casa-  a cosa pensi?
R: Sicuramente a cosa si può migliorare in vista del prossimo spettacolo. Sono felice e appagato nel sentire il calore del pubblico, quando presento le serate RFBS, perché il palco è un elemento che mi fa stare bene. Ma alla conclusione di tutto, il mio essere direttore artistico prende il sopravvento e sono più propenso ad analizzare la serata e cogliere gli aspetti tecnici su cui è necessario lavorare maggiormente per migliorarsi sempre.

D: Quali sono state le cose, i momenti e le persone che ti sono rimaste più nel cuore di tutto il tour estivo 2014?
R: Non c’è qualcosa che mi è rimasta impresso rispetto ad altre. Dicendo così non voglio scadere nella retorica o nel buonismo, sono sincero: solo nel Tour 2014 abbiamo fatto 18 tappe, senza contare le iniziative extra Tour, incontrando vecchi amici e costruendo nuove alleanze. Tutti loro hanno dato a me e all’associazione qualcosa –dal punto di vista umano e professionale- diversamente non si sarebbe potuto costruire nulla perché lo scopo è organizzare spettacoli partendo da valori e ideali specifici. Quando sento di condividerli con qualcuno, è già qualcosa di speciale perché significa che ho trovato qualcuno affine a me e al mio credo. Noi siamo un’associazione no profit, il guadagno non è lo scopo principale e in generale ho sempre considerato certe cose solo come un mezzo, non il fine, per attuare progetti ancora più grandi e belli. Per questi motivi, sulla pagina Facebook di Riso Fa Buon Sangue, vengono costantemente pubblicati i video di ciò che l’associazione ha vissuto, per continuare a ricordare quei momenti conviviali davvero unici –fuori e dentro il palco- che sono nella mia memoria e nel mio cuore e che non vorrei andassero mai persi e dimenticati.

D: Cosa sogni per il futuro di Riso Fa Buon Sangue?
R: Per il futuro sogno di poter portare il format di Riso Fa Buon Sangue in tutta Italia: vorrei che l’equazione sorriso=donazione fosse conosciuta a livello nazionale e che le nostre serate diventassero appuntamenti fissi nel panorama delle rassegne estive di spettacoli. Vorrei, insomma, che Riso potesse fare la differenza, in termini numerici di donatori, nella donazione del sangue. Ammetto che è un sogno ambizioso, ma da quando abbiamo iniziato, nel 2009, abbiamo fatto tanta strada, superando ostacoli e qualche preconcetto, ma l’affetto della gente ci conferma che è il sentiero giusto: quindi perché non continuare, portando in giro il nostro progetto? Inoltre, concluso il Tour 2014, l’associazione si è attivata per lavorare ad un nuovo progetto: gli Italian Blood Awards 2015 (IBA 2015). Spero possa diventare un appuntamento fisso, che di anno in anno premia tutto ciò che, attraverso il web, ruota intorno alla donazione, alla sua promozione e ai donatori stessi.

D: Vuoi aggiungere qualcosa?
R: No, ora devo tornare al lavoro ahah…scherzo! Posso solo aggiungere che continuerò a lavorare in nome di Riso Fa Buon Sangue con tanto impegno e sperando di non deludere il pubblico che ci segue da anni. Grazie e ciao!

Salutiamo Enrico e gli auguriamo buon lavoro (aggiungendo: “ogni tanto riposati, dai! Ti vogliamo in forma per il nuovo Tour”). Se volete fare anche voi una domanda a Enrico Cibotto, potete inviare il vostro quesito all’indirizzo: ufficiostamparfbs@gmail.com.

Share this blog post