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“Charitas usque ad sanguinem”: storia dell’Associazione Volontari Italiani del Sangue

07 Apr

Nell’anniversario del 90esimo anno di vita di Avis, anche noi di Riso Fa Buon Sangue desideriamo ripercorrerne la storia. Ciò nasce dalla volontà di ricordare coloro che per primi ne fecero parte, di ringraziare chi attualmente (e anonimamente) continua a preservarne il messaggio iniziale e in speranzosa attesa di chi ne farà parte. Soprattutto a questi ultimi, che poco o niente conoscono dei travagli che l’associazione ha vissuto negli anni, è dedicato l’articolo, quale primo passo verso una percezione consapevole dell’importanza della donazione del sangue.

AVIS o AVISF? Se nel 1931, l’Associazione Volontari Italiani del Sangue non avesse voluto conservare, ad ogni costo, la sua missione senza razzismi, qualcuno avrebbe consigliato volentieri l’aggiunta di quella F, “organizzazione fascista”. Proposta allettante e remunerativa (l’Avis si sarebbe vista recapitare una bella sovvenzione dall’Ingegner. Peretti, vice Podestà di Milano), ma niente per cui si può tradire quei tre cardini – volontaria, gratuita e anonima- su cui si fonda l’idea stessa di donazione. Non la dittatura e nemmeno la Seconda Guerra Mondiale che, di lì a pochi anni avrebbe sconvolto la nazione, può arrestare la crescita dell’Associazione.
Pure in tempo di guerra e di sospetti, continua ad assicurare il sangue a tutti, anche ai rifugiati nelle montagne: il Comitato di Liberazione dei Medici organizza un gruppo di volontari che tutelano coloro che vivono nella macchia. Il rischio è altissimo. A permettere l’impresa un socio Avis speciale, uno dei primi che hanno aderito all’associazione, Giorgio Moscatelli.
Quando, infine, Avis può rinnovarsi democraticamente, gli antifascisti e gli ebrei espulsi dall’associazione, vengono invitati a tornare per rafforzare, senza più limiti e schieramenti politici, il proprio impegno. Molti però sono morti al fronte, nei campi di concentramento o fucilati, ma viene sottoscritto che nessuno di coloro che si è precedentemente impegnato con il fascismo subisca vendette da parte di altri soci.
Come Presidente viene eletto, senza votazioni ma solo per acclamazione, il Dottor. Vittorio Formentano: il papà di Avis. Amministratore per quasi 50 anni, sacrifica (ma forse sarebbe meglio dire DONA) la vita agli altri, nonché il tempo e le proprie risorse economiche.

Vittorio Formentano (Firenze, 31 ottobre 1895 – Cunardo, 1º settembre 1977) .

Quando, nel settembre del 1926, pubblica il suo appello (a pagamento) su un quotidiano è un giovane medico ematologo, scottato da un triste episodio che ha vissuto: una partoriente è morta, perché non è stato possibile effettuarle una trasfusione di sangue. Nessuno dei parenti è compatibile e trovare il sangue altrove è impossibile per una famiglia povera. Infatti, il costo per una trasfusione, in quel momento storico, si aggira intorno alle 800/900 lire e più urgente è la richiesta, più il prezzo sale! Questo episodio, lo perseguiterà durante la vita intera. Ma ci sono anche altre sofferenze che ha potuto vedere con i suoi occhi di ventenne e legate alla Prima Guerra Mondiale (curiosità: chiede di essere assegnato ai reparti alpini).
Nel 1927, all’appello lanciato dal Dottor. Formentano, insieme al fratello Eugenio, allo scopo di creare un gruppo organizzato che possa raccogliere sangue, si presentano in 17. L’appuntamento è allo studio Ematologico Milanese, in via della Moscova 18, a Milano, che sarà anche la prima sede dell’associazione. Ecco l’elenco dei primi Avisini d’Italia: Ficai Veltroni (Segretario), Ernesto Schianello, Giorgio Moscatelli, Livio Camba, Mario Pignatelli, Dante Anastasio, Schilingi Amleto, Serafino Baiocco, Ernesto Bolchi, Celso Maioli, Angelo Cavagna, Antonio De Marchi, Carolina Pala, Angelo Grechi, Galiano Anguissola, Emanuele Zucca e Carlo Zucca. E’ nata ufficialmente la prima Associazione Italiana di Volontari del Sangue.

Foto storica in cui appaiono i primi cittadini che rispondono all’appello lanciato da Vittorio Formentano.

Tutti loro, quando si presentano, sottoscrivono di sottoporsi a periodici esami medici per sorvegliare la propria salute (e indirettamente tutelare quella dei riceventi). Si impegnano, sempre e comunque, a non dimenticare che il dono è un valore apolitico, gratuito e che non fa discriminazioni. Si rendono sempre reperibili, accorrendo quando serve (ricordo che, all’epoca, la trasfusione richiede la presenza fisica del donatore, non avendo ancora scoperto la possibilità di conservare il sangue).

Ho già citato Giorgio Moscatelli, il tesserato N.3, ed è importante la sua persona perché con il Dottor. Formentano nasce una sodalizio davvero spirituale: caso o coincidenza, hanno lo stesso gruppo sanguigno e sono donatori universali. E universale è proprio il fine di Avis. D’altronde il motto è “Charitas Usque ad Sanguinem”, carità fino al sangue.
Diffidenza, minacce (sì, minacce. Perché a qualcuno avrebbe fatto comodo che il sangue restasse una redditizia attività, soprattutto per i “donatori professionisti”), difficoltà finanziarie (molti soci sono persone semplici), organizzative (non esistono ancora i permessi per assentarsi dal lavoro per donare), informazioni inesatte (come quelle che pubblicano alcuni giornali), pettegolezzi maligni (che l’associazione ha fine di lucro), insuccessi… non ne intaccano la crescita. Nel 1930, i 17 sono diventati 83 e nella provincia milanese si costituiscono le prime sezioni. I quotidiani locali, dopo le prime incertezze, cominciano a pubblicare articoli positivi, ma citano sempre e solo il numero di tessera del donatore. Crescono i numeri degli iscritti e nel 1932 viene approvato lo statuto definitivo dell’Associazione, che così assume ufficialmente la denominazione che conosciamo. Con questo traguardo, cominciano a formarsi, nelle altre parti della Penisola, le prime sezioni Avis con finalità affini.

Ma le conquiste non sono solo di tipo organizzativo: il Dottor. Formentano è un pioniere in campo tecnico-scientifico, interessato ad approfondire le sue conoscenze sul sangue e sulla donazione. Perché se tutto ciò che sappiamo in materia lo diamo per scontato, in verità è il risultato di un lungo lavoro di aggiornamento, studio e reciproco scambio. Per esempio, a quel tempo, ci si domanda, addirittura, se la donazione periodica di sangue può, in qualche modo, nuocere al donatore. Formentano organizza Congressi Nazionali e Internazionali per riunire sotto un unico tetto tutti i luminari medici in materia, allo scopo di gettare le basi delle conoscenze mediche future, creando la sicurezza e il perfezionamento tecnico che oggi contraddistingue ogni donazione. Esperienze positive e di reciproco arricchimento che solo la guerra, purtroppo, riuscirà a contrastare.

Il resto è una storia di consolidamento.

La targa di riconoscenza che gli Avisini consegnano al Dottor. Formentano durante le celebrazioni dei 50 anni di Avis.

Nel 1950, l’associazione viene giuridicamente riconosciuta dallo Stato Italiano, con la Legge n. 49.
Nel 1955, nasce la FIODS, Federazione Internazionale delle Associazioni di Donatori di Sangue che ha come fine l’autosufficienza delle riserve di sangue dei diversi stati membri: Formentano prima ne è Consigliere e poi Presidente (1958-1968).
La successiva legge n. 592, del 1967, regolamenta i vari punti inerenti alla raccolta, conservazione e distribuzione del sangue sul territorio nazionale.
Nel 1969 viene istituita, per la prima volta, la Giornata Nazionale del Dono, che cade il 12 ottobre.
Oggi, per qualsiasi dubbio in materia, possiamo consultare la legge n°251 del 2005 (riforma della Legge n°107 del 1990). Questa definisce costituzionalmente, ancora per chi ne dubitasse, che la donazione è volontaria, gratuita e senza profitto.
Tutte le norme e le direttive in materia, come lo Statuto Nazionale, sono consultabili nel sito di Avis Nazionali.
Avis è quotidianamente presente nella vita di tutta la collettività, anche se spesso non lo vediamo, lavorando in sinergia con il Servizio Sanitario Nazionale. Il suo aiuto è indispensabile in situazioni di emergenza: durante il terremoto di magnitudo 6, del 24 agosto 2016, che ha colpito il Centro Italia, ma anche nel 2009 in l’Abruzzo, l’Associazione si è sempre movimentata per garantire le necessarie scorte di sangue.

Nel 1977, il 1 settembre, si spegne il corpo mortale di Vittorio Formentano, ma non quello spirituale: con 3400 sedi in Italia, il suo sogno continua a vivere ogni giorno.

Monumento nei giardinetti di Via Francesco Petrarca a Badia Polesina, Rovigo. Fonte: http://www.monumentodonatore.it

Mi scuserete se, nello scrivere questa storia, ho tralasciato molti fatti inerenti alle varie tappe attraverso cui si è costituita l’Avis come la conosciamo oggi, ma lo spazio resta sempre il mio più grande nemico. Nonostante questo, ho comunque tentato di riportare tutto ciò che, a mio parere, poteva dare la giusta visione della missione di questa associazione. Tutte le persone che ho citato hanno spesso messo in secondo piano la propria vita e i propri affetti, in nome del valore del dono: questo è sicuramente un messaggio che ho cercato di trasmettere al lettore e che mi ha più colpito, durante il reperimento di tutta la documentazione utilizzata. Un certo spazio è stato dato alla Seconda Guerra Mondiale e alle sue conseguenze, in ricordo dell’umanità che ha sempre contraddistinto l’associazione, anche in un periodo storico che ne pareva orfano.
Spesso si sente dire, quale maligno preconcetto, che “il sangue ha un prezzo” e, mentre scrivo queste righe, penso che sia vero! Sì, il prezzo che quei primi 17, più gli attuali 1.300.000 soci, hanno pagato – e pagano oggi- in termini di impegno, competenza, forza e perseveranza. Sulle loro orme continua, e continuerà, il cammino dell’associazione, rinnovandosi e trovando sempre nuovi spunti e modalità per parlare alle persone. In questo senso, speriamo, che Riso Fa Buon Sangue, quale patrimonio di Avis, possa continuare a rispondere a queste esigenze, nell’amichevole condivisione di un solo valore: quello del DONO!

Vincenzo Saturni, Presidente dell’Esecutivo Avis Nazionale, raccoglie attualmente nella sue mani la preziosa eredità del Dottor. Formentano.

Tutti coloro che desiderano contribuire all’articolo, inviando approfondimenti o segnalando eventuali errori, possono farlo attraverso l’indirizzo mail dell’Ufficio Stampa di Riso Fa Buon Sangue: ufficio.stampa@risofabuonsangue.it

BIBLIOGRAFIA UTILIZZATA:
– Sito di Avis che mi ha fornito informazioni utili e la foto di copertina: https://www.avis.it/
– Associazione volontari italiani del sangue, Cinquant’anni di A.V.I.S. : la lunga storia di un’associazione vissuta attraverso gli anonimi che l’hanno resa grande. Da qui sono tratte tutte le foto storiche.
– Associazione volontari italiani del sangue, 80 anni di Avis : una grande storia italiana.
– Alessandro Pondi, Paolo Logli, Dante Palladino, Mauri Riccardo di Avis Tor Tre Teste: https://www.facebook.com/avistortreteste/posts/903104516384439
– Jacques-Louis Binet, Il sangue e la vita : tra mito e scienza

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Sofia Facchin

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