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5 cose che (forse) non sapevi sulla risata. Parte 3^.

18 Dic

“Riso Fa Buon Sangue si basa sull’equazione sorriso=donazione. Di donazione abbiamo già parlato -e parleremo ancora molto- ma della risata siamo sicuri di sapere tutto?” 

Ne avevamo già parlato qui e qui, oggi torniamo con altre 5 piccole curiosità sul riso, sulla risata e sull’umorismo.

Iniziamo:

1) Avevamo concluso l’articolo “5 cose che (forse) non sapevi sulla risata. Parte 2^” enunciando come il saper ridere sia dentro di noi fin dalla nascita. Nei primi mesi di vita si può parlare solo di piccole e buffe smorfie eppure noi ci entusiasmiamo davanti a questa mimica del neonato. Non riusciamo a fare a meno di sorridere a nostra volta e, senza saperlo, inneschiamo un circolo universale, antico e automatico ovvero diamo il via al MSI, meccanismo scatenante innato. Da questo scambio, che il bambino percepisce con valenza relazionale e affettiva, nasce il primo vero sorriso, prima tappa di un percorso evolutivo si concluderà alla comparsa della risata.

2) Se il saper ridere è una tappa del nostro sviluppo, il saper far ridere è una dote di tutti? Onestamente avrei detto di no, eppure chi di più e chi di meno, ma tutti hanno il senso dell’umorismo. Perché questa dotazione non è solo la capacità di produrre materiale umoristico, ma anche il saperlo apprezzare e interpretare. Infatti, chi è bravo a raccontare una barzelletta, ha bisogno di persone capaci di comprenderla. Noi nasciamo con il senso dell’umorismo, cresce insieme a noi, seguendo l’andamento del nostro sviluppo intellettivo: più apprendiamo del mondo, più saremo in grado di interpretare il materiale umoristico.

3) Spesso si pensa che la vecchiaia porti con sé un arresto del senso dell’umorismo, considerato prerogativa dei giovani. Eppure non è propriamente così: un articolo apparso sul British Medical Journal, rivista medica con cadenza settimanale pubblicata nel Regno Unito, riporta che un gran numero di persone, con più di 50 anni, includono, nei fattori che contribuiscono ad un buon invecchiamento, non solo la salute o la buona situazione economica, ma anche l‘avere il senso dell’umorismo. Forse gli anziani hanno una maggior difficoltà nell’elaborazione di una barzelletta, di una battuta o di una situazione comica, ma riescono a sfruttare meglio il momento e l’occasione di divertimento quando si presenta.

4) Quando si ride, si ride e basta. O no? Mah, dipende perché si può ridere, dicono gli esperti, in 18 modi diversi. Il ridere più semplice è quello che ci coglie nel momento della felicità e della gioia e si chiama “sorriso di Duchenne”, come il primo che l’ha individuato. Esiste anche il ridere per lo scatenarsi di altre emozioni come la timidezza. Si può sorridere per finta o per celare le intime emozioni, si può ridere maliziosamente, si può ridere per paura (le “risate isteriche”)… e in breve si arriva a 18, ma la lista rimane ancora aperta ai ricercatoriche vorranno, in futuro, studiare e descrivere altri sorrisi e risate.

5) Anche il papà della psicanalisi, S. Freud, ha dedicato all’umorismo alcune sue riflessioni. In un punto interessantissimo, dice che il senso dell’umorismo è un singolare modo che abbiamo per allontanarci dalla sofferenza, ma a differenza di altri metodi di “fuga” dalla realtà (come la pazzia, l’alcol o la droga) è un meccanismo positivo perché si continua a restare in contatto con il dolore, pur trovando un relativo sollievo. In certo senso, se mi è permesso fare un paragone, è proprio quello che facciamo quando parliamo di donazione durante i nostri spettacoli: non neghiamo che questa pratica abbia a che fare con la malattia e gli ospedali, ma ci concediamo un momento per allontanarci da questi pensieri, quasi sfidando con il sorriso tutta la negatività che spesso è legata, anche sotto forma di preconcetti, alla donazione.

Spero che queste brevi curiosità vi abbiamo offerto piccoli spunti di riflessione.
Ho voluto trattare questo tema, nel mio ultimo articolo del 2015, come augurio per le imminenti festività, ma soprattutto come buon proposito per affrontare l’anno che verrà.
A presto amici e auguri da tutta Riso Fa Buon Sangue!

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