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5 cose che (forse) non sapevi sulla risata. Parte 2^.

10 Feb

“Riso Fa Buon Sangue si basa sull’equazione sorriso=donazione. Di donazione abbiamo già parlato -e parleremo ancora molto- ma della risata siamo sicuri di sapere tutto?”

Cari Amici, vi avevamo già spiegato come nei secoli si siano scontrate due percezioni diverse della risata: da una parte l’idea che sia “negativa” perché si andrebbe a deridere di qualcosa o di qualcuno -pensiamo infatti al sarcasmo-, all’opposto invece, che sia un potente mezzo di comunicazione, attraverso il quale raggiungere il benessere fisico e mentale. La verità sta nel mezzo, ovvero solo alcuni tipi di comicità sono buoni e proprio per tale motivo avevamo voluto far luce sull’arte di saper ridere. Abbiamo iniziato qui: http://www.risofabuonsangue.it/5-cose-che-forse-non-sapevi-sulla-risata-parte-1/#more-1148 e oggi si continua con altre 5 cose che (forse) non sapevate sulla risata.

6) Per Aristotele gli essere umani erano le sole creature in grado di ridere e tale tesi rimane indiscussa per secoli. Il primo che sostiene il contrario è Robert Provine, un neuropsicologo che scopre che anche le scimmie (scimpanzé, oranghi e gorilla) ridono. Ovviamente, per quel processo evolutivo che ha portato l’uomo a parlare e le scimmie no, la struttura sonora della risata, come il modo in cui essa viene prodotta, è diverso. In più, Provine ha analizzato che cosa produce il riso: gli uomini ridono soprattutto durante le conversazioni, diversamente le scimmie durante il contatto fisico derivante dal solletico o dai momenti di gioco, ovvero ridono proprio di quegli stimoli che tanto affascinano i bambini prima di diventare padroni del linguaggio.

7) Il solletico risulta allora il primo e il più antico stimolo e fonte della risata.
L’esperienza ci insegna che non è possibile farsi il solletico da soli, questo perché il cervello non si lascia ingannare e riesce a distinguere gli stimoli esterni dall’ autostimolazione. Ne consegue che il solletico non è un riflesso automatico, ma una reazione sociale e comportamentale perché c’è sempre un rapporto tra chi lo fa e chi lo subisce – infatti è molto probabile che un bambino si ribelli se viene stimolato da uno sconosciuto, mentre rida quando il solletico è praticato da una persona a lui vicina. E’ un gesto basato sulla reciprocità e potrebbe essere alla base della funzione socializzante della risata, perché crea divertimento, valorizzando il legame e la comunicazione fra le persone.

8) Si dice spesso che “ridere allunga la vita” e noi abbiamo già parlato di alcuni benefici fisici che comporta la risata, ma ridere allunga la vita soprattutto in modo indiretto. Per affrontare le mille sfide che l’esistenza ci impone, spesso usiamo strategie sbagliate -per esempio fumiamo o beviamo per alleviare l’ansia- oppure lavoriamo troppo o facciamo troppe cose insieme per mantenere il ritmo frenetico che la nostra società ci impone. Ridere ci regalerebbe anni di vita perché ci distoglierebbe dai comportamenti dannosi per la salute, abbassando il tasso di attacchi cardiaci e disturbi vari. Non ci sono ricerche scientifiche specifiche a riguardo, ma anche in questo caso l’esperienza ci conferma la potenzialità salutare di una risata per stemprare dubbi e difficoltà.

9) Anche se i muscoli coinvolti sono gli stessi, le risate provocate dalla comicità “negativa” -quella che denigra, aggredisce o offende- hanno effetti diversi sul nostro stato mentale, rispetto all’humor “buono”. Questo perché non si crea solidarietà, ma si aumentano solo i pregiudizi, sfumando l’influenza buona del ridere.

10) Si può sorridere per finta, in preda all’ansia o all’imbarazzo, ma un sorriso sincero e vero lo si riconosce sempre perché è uno dei messaggi non verbali più forti per instaurare un contatto ed esprimere disponibilità verso l’altro. La valenza simbolica di un sorriso è altissima e si caratterizza come segnale di interazione sociale dal valore universale. La cosa è ancora più interessante se consideriamo che apprendiamo tale funzione socializzante attraverso il nostro naturale sviluppo e non è un segno convenzionale che ci viene insegnato. Insomma, l’arte del saper ridere è dentro di noi fin dalla nascita, basta solo coltivarla!

Cari Amici, voi le sapevate queste cose? Come sempre, se desiderate approfondire uno o piu punti, aggiungere le vostre considerazioni o offrire nuovi spunti, scrivete a: ufficiostamparfbs@gmail.com.

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