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5 cose che (forse) non sapevi sul sangue. Parte 2^

07 Apr

“Visto che vi sono piaciuti parecchio i nostri articoli sulle 5 cose che (forse) non sapevi… abbiamo deciso di continuare questo divertente gioco, proponendovi la seconda parte delle curiosità legate al sangue.”

Cari amici, avevamo già affrontato il difficile tema del sangue e dei preconcetti collegati, che con l’equazione sorriso = donazione cerchiamo di sfatare. Eccovi  5 piccole curiosità su di esso e sulla sua storia, sempre nel nostro stile allegro e leggero:

1) La forza comunicativa dell’espressione “sangue del mio sangue” è molto antica e nasce dal millenario bisogno dell’uomo di ricercare le proprie origini. Secondo la concezione tradizionale, il sangue -essendo direttamente implicato nella trasmissione della vita, ovvero circolando e irrigando il corpo- può fisicamente passare da una generazione all’altra. In alcuni periodi storici, per esempio nel Medioevo, c’è una forte tendenza a dare importanza ai legami di sangue e quindi all’albero genealogico. Attraverso di esso si può esprimere il proprio potere e quindi il valore che si riveste nella società: più una famiglia è antica, più la sua storia -grazie agli avi- può avvicinarla a Dio, autorità da cui si crede discendere il potere regale e la propria nobiltà. Il sangue quindi dona appartenenza ad un determinato ceto e fissa il ruolo sociale di ogni persona.

2) Vi avevamo già raccontato la storia attraverso la quale si scopre la circolazione del sangue grazie a William Harvey (1578-1657), professore al Royal College di Londra che, dopo secoli, smentisce la teoria di Galeno. Tale teoria riguarda soprattutto l’ambito medico, eppure, cosa incredibile, ha una forte ripercussione in tanti altri ambienti. Per esempio, a Versailles gli architetti del Re Sole, prendendo spunto da questi principi, costruiscono il sistema di circolazione che porta l’acqua -pompata dalla Senna e trasportata attraverso acquedotti- alle fontane.

3) La vista del sangue spesso ci spaventa, ma che incredibile sorpresa deve essere stato scoprire che in questa sostanza esiste un piccolo microcosmo! Verso la fine del 1600, un fabbricante di tessuti olandese, Antoni Van Leeuwenhoek, per puro spirito di curiosità (non conosce il latino, la lingua madre del sapere, e non ha nozioni di medicina) si costruisce delle lenti per un microscopio, si taglia una mano, preleva del sangue, lo osserva e scopre i globuli rossi! Ci vorranno però due secoli per capire che questi corpuscoli sono cellule. E le cellule non sono altro che i mattoncini che danno origine alla materia vivente.

4) Le difficoltà delle prime trasfusioni derivano soprattutto dall’incompatibilità che a volte si riscontrava mettendo a contatto il sangue di due persone. La scoperta dei gruppi sanguigni umani è un passo straordinario nella ricerca e farà vincere a Karl Landsteiner, una personalità davvero geniale in quanto riesce a isolare anche il virus della poliomielite, il premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1930. Tutte le razze umane hanno soggetti che appartengono a tutti i gruppi sanguigni, variano solo la frequenza con cui si riscontrano. Risulta che questa scoperta non è solo un grande passo nel mondo della scienza, perché cancella -o almeno dovrebbe cancellare- ogni concezione razzista.

5) Il nostro essere “unici” è scritto nel sangue. Gli antigeni HLA (Human Leucocyte Antigen) sono portatori della nostra individualità biologica e ciò significa, in parole povere, che il nostro corpo sa distinguere sé stesso da tutto il resto. Si tratta di una idea assolutamente affascinante, ma questa “solitudine genetica” purtroppo è alla base dei fenomeni di rigetto nel trapianto di organi e ne ha ostacolato a lungo la messa in atto.

Noi di Riso Fa Buon Sangue ci impegnamo per farvi conoscere il “pianeta sangue” con il sorriso perché la donazione è un gesto che prima di tutto deve essere consapevole!
Restate con noi perché l’inizio del Tour Estivo 2015 è vicinissima, a presto con tutte le informazioni sulla prima data!

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